storia
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A cura di: Paola Bianchi, Luisa Clotilde Gentile
Autori: Franco Angiolini, Paola Bianchi, Renato Bordone, Guido Castelnuovo, Simonetta Castronovo, Paolo Cozzo, Luisa Clotilde Gentile, Donatella Gnetti, Christian Guilleré, Pierre Lafargue, Pierpaolo Merlin, Andrea Merlotti, Frédéric Meyer, Eva Pibiri, Blythe Alice Raviola, Tomaso Ricardi di Netro, Maria José Del Rio Barredo, Laurent Ripart, Giulia Scarcia

La corte posta al centro di questo volume non riveste il ruolo di puro palcoscenico dell’apparenza, ma acquista lo spessore di un’istituzione del vivere politico e sociale. Il contesto è quello della formazione dello Stato principesco, secondo strategie che furono insieme europee e italiane. Il libro analizza, cioè, i processi di aggregazione e ridefinizione dei rapporti fra poteri ed élites negli spazi savoiardi e subalpini, utilizzando la dimensione curiale come prisma significativo.

Autore: Carla Tallone, Vera Vigevani Jarach

Durante la dittatura militare in Argentina, tra il tra il 1976 e il 1983, si ritiene che, sotto il regime della Giunta militare, siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali su 40.000 vittime totali. In quegli anni vennero coinvolti, nella repressione di ogni forma di resistenza, dissidenti, oppositori del regime, militanti politici di tutte le classi sociali, età (non mancarono i giovanissimi e spesso furono sottratti ai genitori coinvolti i figli, spesso neonati), professione: dagli studenti, ad operai e impiegati, commercianti, religiosi ecc.

Autore: Carla Tonini

Il libro si occupa di una donna – Zofia Kossak – che, nella Varsavia del 1942, fondò un’organizzazione di soccorso che sottrasse alla morte migliaia di ebrei: scrittrice cattolica e figura di spicco della resistenza polacca, era precedentemente nota per il suo antisemitismo. Negli anni trenta aveva infatti appoggiato pubblicamente l’introduzione di misure discriminatorie nei confronti degli ebrei; quando i nazisti iniziano le deportazioni dal ghetto di Varsavia fa distribuire “Protest”, un volantino in cui chiama i polacchi a protestare contro lo sterminio, ribadendo nello stesso tempo che gli ebrei rimangono “nemici della Polonia”.

A cura di: Paolo Cozzo, Filippo De Pieri, Andrea Merlotti
Autori: Ivan Balbo, Gabriella Ballesio, Paola Bianchi, Maria Canella, Paolo Cozzo, Davide Dalmas, Nicola Del Corno, Filippo De Pieri, Fulvia Grandizio, Marco Novarino, Sergio Pace, Gian Paolo Romagnani, Adriano Viarengo, Alessandro Zussini

A Torino presenze valdesi e, più in generale, protestanti risalgono già all’Antico regime. Fu solo nell’Ottocento, però, che il mutare delle condizioni politiche e sociali consentì il radicarsi nella capitale sabauda di vere e proprie comunità. Il simbolo più evidente di ciò fu la costruzione nel 1853 del Tempio valdese sul Viale del Re (l’attuale Corso Vittorio Emanuele II). A un secolo e mezzo di distanza dall’inaugurazione di quell’edificio, il volume raccoglie una serie di saggi – presentati al Convegno per i 150 anni del Tempio valdese (Torino, 12-13 dicembre 2003) – che riflettono sul rapporto tra Torino e la presenza valdese e protestante fra Otto e Novecento.

Autore: Marco Francesco Dolermo

Un volume sulla storia della comunità ebraica di Acqui, in Piemonte, dall’istituzione del locale ghetto nel 1731, passando dal periodo napoleonico e giungendo alla metà del XIX secolo, scandita da due episodi che collegarono posizioni di antigiudaismo cattolico del clero locale alla propaganda avversa agli ebrei e sfociarono in manifestazioni di forte antisemitismo popolare.

Autore: Marco Di Giovanni

Il volume analizza il rapporto tra politica, scienza e tecnologia nel settore degli armamenti durante il regime fascista in Italia (nel decennio 1935-1945) da vari punti di vista: oltre a ripercorrerne tappe e protagonisti principali nei diversi campi (dall’aeronautica alla marina, dalle telecomunicazioni all’industria chimica applicata) l’autore presta particolare attenzione agli aspetti della costruzione dell’immaginario collettivo collegato al tema della potenza militare e industriale.

A cura di: Umberto Fortis

Questo libro (primo di due volumi che raccolgono diversi saggi sul tema dell’antigiudaismo all’antisemitismo) tratta le manifestazioni dell’antigiudaismo nel mondo antico, greco e romano, e nell’Europa medioevale fino alle soglie dell’età moderna. Uno dei nodi sui quali s’interroga la storiografia contemporanea è infatti quello dei rapporti di continuità tra la millenaria discriminazione nei confronti degli ebrei e i movimenti antisemiti dell’Ottocento e del Novecento.

A cura di: Umberto Fortis

I temi trattati in questo testo (secondo di due volumi che raccolgono diversi saggi sul tema dell’antigiudaismo all’antisemitismo) riguardano diversi aspetti dell’antisemitismo dall’inizio dell’età moderna ai nostri giorni: rapporti di continuità e gli elementi di diversità fra l’antiebraismo dell’Ottocento e l’antisemitismo nazista; la valenza denigratoria della pratica della caricatura, supporto non secondario al diffondersi dell’odio antiebraico soprattutto nella Francia del primo Novecento.

A cura di: Andrea Merlotti

Vincenzo Sebastiano Beraudo di Pralormo (1721-1783), protagonista di questo libro, fu un tipico esponente di quella nobiltà di servizio nei domini sabaudi d’Antico regime. La sua famiglia può esser vista come un esempio quasi da manuale di tale nobiltà. Dal 1760 Pralormo fu tra i principali realizzatori dell’azione riformatrice di Carlo Emanuele III e del ministro Bogino.

Curatore: Andrea Merlotti
Autori: Paola Bianchi, Anthony L. Cardoza, Patrizia Chierici, Giancarlo Comino, Paolo Cozzo, Filippo De Pieri, Claudio Donati, Enrico Genta, Giuseppe Griseri, Giorgio Lombardi, Maria Gattullo, Pierpaolo Merlin, Andrea Merlotti, Cesare Morandini, Maria Paola Niccoli, Laura Palmucci, Luciano Pezzolo, Blythe Alice Raviola, Giuseppe Ricuperati, Gian Paolo Romagnani, Christopher Storrs, Stefania Taranto, Marco Violardo

Un libro su una importante figura del Piemonte d’Antico regime, Carlo Vincenzo Ferrero, marchese d’Ormea e la sua famiglia. In diverse città del Piemonte, soprattutto nella parte meridionale della regione, nel Basso medioevo si costituirono de facto patriziati che, pur non venendo mai riconosciuti de jure dalla Corona sabauda, sopravvissero sino al XVIII secolo; non vi fu così un unico tipo di nobiltà: il secondo stato, anzi, si declinò in una pluralità di definizioni di cui nobiltà feudali e patriziati costituirono solo alcuni casi.