critica letteraria
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Autore: Martina Mengoni

Fu una moneta in alluminio – riprodotta in copertina di questo volume – a mettere Primo Levi sulle piste di Chaim Rumkowski, autocrate del ghetto di Lódz sotto l’occupazione nazista. Nella sua ricostruzione, la parabola di questo ambiguo e paradossale «re dei Giudei» divenne l’emblema stesso della «zona grigia»: del territorio, paradossale e ambiguo a sua volta, che separa le vittime dai loro aguzzini. È il territorio alla cui scoperta ed esplorazione Levi dedica il capitolo più importante del suo ultimo libro, I sommersi e i salvati.

Autore: Clementina Mazzucco

I Vangeli sono gli scritti più noti del Nuovo Testamento, eppure la lettura continua di un singolo Vangelo può risultare un’esperienza tutt’altro che scontata. Una lettura continuata, che si sforzi di restituire l’intenzione letteraria dell’autore-redattore del Vangelo e di ripercorrere i fili narrativi del testo, può contribuire a conoscere in una nuova luce episodi già familiari, a scoprire passi apparentemente meno rilevanti, e in definitiva a penetrare meglio nel messaggio complessivo.

Autore: Gustav-Adolf Pogatschnigg

Absicht dieser Studie ist es, die Eigenschaften poetischer Sprache als Strukturen sprachlicher Elaboration von Erfahrung darzustellen. Das Verhältnis Sprache - Erfahrung wird am Paradigma der Sprache der Schizophrenen und der mittelaltlichen Mystik auf der Grundlage eines diachron wie synchron definierten heuristischen Sprachmodells beschrieben.

A cura di: Sandra Debenedetti Stow

La Chiarificazione in volgare è un testo inedito di Jehudàh Romano nella prima metà del XIV secolo, per spiegare i termini difficili di una delle opere giuridico-normative più diffuse tra gli ebrei, il Mišnèh Toràh di Maimonide (XIII sec.). La lunga lista di parole composta da Jehudàh Romano riproduce fedelmente uno strato del parlare quotidiano dei romani del XIV secolo.