L’informazione rifiutata. La Svizzera dal 1938 al 1945 di fronte al nazismo e alle notizie del genocidio degli ebrei

Anno di pubblicazione: 2017

ISBN: 9788871582221

Prezzo: 38 Euro

L’informazione rifiutata. La Svizzera dal 1938 al 1945 di fronte al nazismo e alle notizie del genocidio degli ebrei

Autore: Silvana Calvo

Nell'estate del 1942 su molti giornali svizzeri si poteva leggere che il numero degli ebrei uccisi dai nazisti fino a quel momento aveva raggiunto il milione. La Dichiarazione congiunta anglo-russo-americana, apparsa in dicembre, parlava ormai chiaramente di sterminio e accusava i tedeschi di aver trasformato la Polonia in un mattatoio. A partire dal 1943 i dispacci d’agenzia scrivevano di 2 milioni, 3 milioni, 4 milioni, fino a 5 milioni di ebrei uccisi. Non solo lo sterminio, ma anche le notizie sulla deportazioni, sui ghetti, sulle esecuzioni per rappresaglia, insomma su ogni aspetto del dramma che si stava consumando a non grande distanza, riuscivano a raggiungere la Svizzera, grazie anche alla sua posizione di paese neutrale.
L’informazione sul genocidio non fu uniforme: il notiziario radiofonico, il cinegiornale, la stampa e l’esercito la gestirono in modo differente e articolato; chi con intransigente reticenza, chi facendo filtrare il massimo possibile di notizie nonostante le continue raccomandazioni del governo e le imposizioni della censura. Questo, tra l’altro, in un quadro in continuo mutamento a seconda di come evolveva il conflitto e dei rapporti di forza tra i diversi schieramenti nella Confederazione, ossia tra chi pensava che si dovesse scendere a patti con i tedeschi e chi invece metteva al primo posto la difesa della sovranità nazionale.
Le notizie sullo sterminio degli ebrei circolavano dunque ampiamente e in tempo reale, grazie anche a personalità ebraiche come Benjamin Sagalowitz e Gerhart Riegner, a un pastore evangelico come Paul Vogt o a un giornalista socialista come Otto Pünter. Malgrado la censura, giornali quali ad esempio «Libera Stampa» di Lugano riuscivano non solo a dare un’informazione puntuale, ma anche a presentare i fatti in modo da contrastare efficacemente la diffusa tendenza dei lettori a non voler vedere quanto pure avevano sotto i loro occhi.

359 pp.

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Silvana Calvo si occupa di razzismo e antisemitismo nel Novecento e in particolare di Shoah, della situazione degli ebrei in Svizzera e di stampa ed antisemitismo; ha pubblicato 1938 Anno infame, Antisemitismo e profughi nella stampa ticinese, Bologna, 2005.