Aqua ducta, aqua distributa. La gestione delle risorse idriche in età romana

Anno di pubblicazione: 2007

ISBN: 9788871581484

Prezzo: 24 Euro

Aqua ducta, aqua distributa. La gestione delle risorse idriche in età romana

Autore: Anna Domizia Bianco

Il libro affronta un tema molto interessante, per i suoi sviluppi che spaziano dall’architettura, alla pianificazione del territorio, dalla storia della tecnologia a quella giuridica: quello della gestione delle risorse idriche nel mondo romano. Gli acquedotti, annoverati tra le più alte manifestazioni della antica civiltà romana, capolavori di architettura che da sempre colpiscono studiosi e viaggiatori, costituiscono la parte visibile di un complesso sistema di approvvigionamento che, sviluppatosi a partire dal IV secolo a.C. con la costruzione del primo acquedotto nella città di Roma, raggiunse in età imperiale un livello qualitativo eguagliato soltanto in tempi moderni. Meno conosciuta, ma altrettanto evoluta, è la parte invisibile di questo sistema, rappresentata da un articolato complesso di strutture organizzative e di meccanismi operativi, di responsabilità politiche e amministrative, di disciplina dei finanziamenti, di norme civili e penali, finalizzato ad assicurare una efficace distribuzione delle acque e a sanzionare i comportamenti illeciti. La cura aquarum richiedeva l’impiego di risorse umane, tecnologiche e finanziarie che presupponevano a loro volta un’accurata definizione dei compiti: è questo il campo di indagine della ricerca oggetto del presente volume, che affronta il tema in un’ottica originale, cogliendo anche le implicazioni socio-economiche e politico-istituzionali che dall’amministrazione idrica derivavano nella società romana e inserendosi nel dibattito di pressante attualità indotto dalle inquietanti prospettive di carenza di acqua nel mondo.

272 pp.

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Anna Domizia Bianco si è laureata in Storia romana presso l’Università di Torino e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia antica presso l’Università di Firenze. È stata borsista della Fondazione Crt occupandosi di culti e religione romana nella Cisalpina occidentale. Cultrice di Storia romana, collabora alle attività di ricerca dell’Ateneo torinese, dedicandosi in particolare alla storia sociale, all’uso dei documenti nella storiografia latina, alla comunicazione politica nella società imperiale e, ultimamente, alla legittimazione dell’uso della violenza nel rapporto tra Romani e barbari.