Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza

Anno di pubblicazione: 2019

ISBN: 9788871582382

Prezzo: 10 Euro

Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza

Autori: Clelia Della Pergola, Corrado Vivanti 
A cura di: Alessandro Vivanti
Prefazione di: Silvana Calvo

Dal settembre 1943 la situazione degli ebrei in Italia, già molto difficile per le leggi antiebraiche emanate nel 1938, divenne ancora più drammatica quando – come ha scritto Michele Sarfatti – dalla “persecuzione dei diritti” si passò, sotto l’occupazione nazista e la Repubblica sociale italiana, alla “persecuzione delle vite”. Gli ebrei che si trovavano nelle zone dominate dalle forze nazifasciste dovettero cercare scampo all’immediata minaccia di deportazione verso lo sterminio. Molti dal Centro e dal Nord dell’Italia si diressero verso l’unico Paese neutrale che sembrava potesse dar loro accoglienza: la Confederazione Elvetica.
Nel libro sono pubblicati due testi: il primo, una memoria scritta in età matura da Corrado Vivanti, celebre storico, che ricorda gli anni della fanciullezza a Mantova; il secondo è il diario tenuto dalla madre, Clelia Della Pergola, nei mesi di internamento in Svizzera, dove la famiglia riuscì fortunosamente a trovare rifugio sino alla fine del conflitto. Due testi che riportano al periodo in cui la situazione degli ebrei italiani cambiò repentinamente, passando in un decennio da una apparente normalità al baratro della Shoah. La complessità e la tragicità di quegli anni sono riflesse nelle vicende che coinvolsero la famiglia Vivanti, ben inserita nell’ambiente di una città di provincia in cui la presenza ebraica, attestata fin dal 1145, venne incoraggiata dai Gonzaga. Soltanto col regime mussoliniano le restrizioni nel settore educativo e lavorativo cominciarono a minarne la tranquillità, influenzando pesantemente la vita quotidiana. Dopo le pagine di Corrado Vivanti il Diario svizzero di Clelia Della Pergola ci porta così ai giorni concitati della fuga e alla lunga permanenza in Svizzera nell’incerta condizione dei rifugiati.

88 pp., 38 illustrazioni

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Clelia Della Pergola Vivanti (Firenze 1896 - Mantova 1981), secondogenita di Raffaello Della Pergola ed Emilia Todeschini, si trasferì da Firenze a Mantova con la famiglia. A tredici anni cominciò a lavorare nella pellicceria dei suoi zii, entrando poi in società con un cugino. Si sposò a Mantova con Moise Gino Vivanti nel 1919, ed ebbe due figli, Arrigo e Corrado. Dopo il matrimonio, contrariamente a quello che avrebbe voluto suo marito Gino, riprese l’attività che l’appassionava, in una pellicceria di sua proprietà, e da allora – tranne che nel periodo della fuga in Svizzera, fra il dicembre 1943 e il 1945 – vi lavorò fino al giorno prima di morire, quasi ottantacinquenne.

Corrado Vivanti (Mantova 1928 - Torino 2012), è stato docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino, di Storia moderna all’Università di Perugia e alla Sapienza di Roma. Nel dopoguerra ha aderito al movimento degli haluzim e tra il 1950 e il 1953 è vissuto in Israele. Tornato in Italia, si è laureato all’Università di Firenze con Delio Cantimori su Le campagne del Mantovano nell’età delle riforme. Dal 1957 al 1962 ha studiato a Parigi sotto la direzione di Fernand Braudel. Nel 1962 è stato chiamato a Torino all’Einaudi, per occuparsi in particolare del settore storico; con Ruggiero Romano ha diretto la Storia d’Italia; ha curato l’edizione delle Opere di Machiavelli e, tra il 1996 e il 1997, Gli ebrei in Italia. Nel giugno 2002 ha ricevuto il Premio Presidente della Repubblica per la Storia, all’Accademia dei Lincei di Roma.