Arte

Bruno Taricco, docente di Italiano e Latino, da oltre trent’anni è conservatore del museo Adriani di Cherasco e da qualche anno fa parte del consiglio del CISIM (Centro internazionale per gli studi sugli insediamenti medievali). Si interessa di storia locale e in questo settore ha pubblicato alcuni libri relativi soprattutto alle vicende cheraschesi (Cherasco Urbs firmissima pacis, Cherasco medievale, Cherasco barocca, Guida di Cherasco) e verdunesi (Documenti e appunti per una storia di Verduno) oltre a numerosi saggi su personaggi, palazzi, avvenimenti della città in cui risiede.

    Il ghetto delle Cherche. Appunti per una storia della comunità ebraica di Carmagnola

    Autore: Bruno Taricco

    Con questo libro Bruno Taricco continua la sua indagine sulla storia degli ebrei in Piemonte: dopo Cherasco sono gli archivi di Carmagnola a ridare la trama della presenza ebraica nella città, dai primi documenti che risalgono agli anni dell’ultimo Medioevo (nel 1467 un atto notarile vi attesta la residenza di un ebreo), all’ampliarsi a più famiglie nel Cinquecento e nei secoli successivi. L’appendice, a cura di Ilaria Curletti, riporta il testo delle visite all’Università ebraica dei vescovi nel 1702 e nel 1746.

    Cronache cheraschesi del secondo periodo francese (1796-1815)

    Autore: Bruno Taricco

    Il libro tratta approfonditamente la storia di Cherasco nel ventennio del secondo “periodo francese”, iniziato nella primavera del 1796 con la campagna d’Italia del Bonaparte e conclusosi in quella del 1814 con la distruzione dell’impero napoleonico. Quegli anni furono indubbiamente straordinari e rimangono essenziali per comprendere i successivi sviluppi della storia di Cherasco, perché si posero come uno spartiacque ineludibile tra la vecchia concezione del mondo e della società e la nuova, che proprio quei fatti determinarono.

    Gli ebrei di Cherasco

    Autore: Bruno Taricco
    Prefazione di: Alberto Cavaglio

    L’8 luglio 1547 due ebrei arrivarono a Cherasco e chiesero di poter risiedere in città. Il giorno dopo il permesso fu accordato. È l’inizio di una storia destinata a superare i secoli. La comunità ebraica cheraschese creò in fretta le strutture essenziali, si sviluppò numericamente, si radicò così profondamente da poter ovviare alle difficoltà e così largamente nel tessuto sociale ed economico che nell’Ottocento un conte poteva lamentare: “si sa che da noi si famigliarizza di troppo cogli ebrei, perciò ci chiamano gli ebrei di Cherasco”