Arte

Luisa Clotilde Gentile, dottore di ricerca in Storia medievale presso l’Università di Torino e l’Université de Savoie (Chambéry) e archivista storica, si occupa di corti e aristocrazie alla fine del medioevo in Piemonte e in Savoia e dei vari ambiti della rappresentazione rituale ed emblematica (araldica, sigillografia, cerimoniale). Ha pubblicato il volume Araldica saluzzese. Il Medioevo (Cuneo, 2004) e curato L’affermarsi della corte sabauda. Dinastie, poteri ed élites in Piemonte e Savoia fra tardo medioevo e prima età moderna (Torino 2006, insieme a P. Bianchi, in questa stessa collana); ha curato inoltre cataloghi di mostre, tra cui «Gentilhuomini christiani e religiosi cavalieri». Nove secoli dell’Ordine di Malta in Piemonte (Torino 2000, insieme a T. Ricardi di Netro).

    Riti ed emblemi. Processi di rappresentazione del potere principesco in area subalpina (XIII-XVI secolo)

    Autore: Luisa Clotilde Gentile

    In questo volume vengono analizzati i complessi sistemi rituali, di segni ed emblemi propri delle corti piemontesi (quella dei Savoia e le altre a lungo dominanti di vaste aree della regione, dai principi di Savoia Acaia signori del Piemonte, ai marchesi di Monferrato e di Saluzzo). Negli ultimi secoli del medioevo i conti e duchi di Savoia, rappresentarono in maniera differente il proprio potere per via emblematica e cerimoniale, entro un contesto regionale sito tra le Alpi e la pianura padana occidentale, favorevole per sua natura a contatti e scambi.

    L’affermarsi della corte sabauda. Dinastie, poteri, élites in Piemonte e Savoia fra tardo Medioevo e prima età moderna

    A cura di: Paola Bianchi, Luisa Clotilde Gentile
    Autori: Franco Angiolini, Paola Bianchi, Renato Bordone, Guido Castelnuovo, Simonetta Castronovo, Paolo Cozzo, Luisa Clotilde Gentile, Donatella Gnetti, Christian Guilleré, Pierre Lafargue, Pierpaolo Merlin, Andrea Merlotti, Frédéric Meyer, Eva Pibiri, Blythe Alice Raviola, Tomaso Ricardi di Netro, Maria José Del Rio Barredo, Laurent Ripart, Giulia Scarcia

    La corte posta al centro di questo volume non riveste il ruolo di puro palcoscenico dell’apparenza, ma acquista lo spessore di un’istituzione del vivere politico e sociale. Il contesto è quello della formazione dello Stato principesco, secondo strategie che furono insieme europee e italiane. Il libro analizza, cioè, i processi di aggregazione e ridefinizione dei rapporti fra poteri ed élites negli spazi savoiardi e subalpini, utilizzando la dimensione curiale come prisma significativo.